Pienza

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Pienza è uno splendido paese a sud di Siena, fra Montalcino e Montepulciano.

Siamo, quindi, nel cuore della Val d’Orcia e dalla collina su cui si trova domina un panorama stupendo.

Se siete degli epicurei non potete non volgere la mente al suo fantastico pecorino, magnificamente accompagnato da un bicchiere di Brunello di Montalcino o da uno di Nobile di Montepulciano.

Vi trovereste davanti all’apoteosi dell’integrazione perfetta di simboli di questa parte della Toscana e pensereste di essere in un gastronomico Paradiso Terrestre.

Ma Pienza non è solo questo.

Palazzo Piccolomini con la loggia che guarda su tutta la Val d’Orcia, come nella foto della testata

Pienza, la vecchia Corsignano

Fino al 1462 su questo cucuzzolo c’era un piccolo borgo senza grande importanza che si chiamava Corsignano.

Il destino volle, però, che vi nascesse nel 1405 un tal Enea Silvio Piccolomini, che di lì a cinquantatre anni divenne Papa col nome di Pio II.

Un giorno, durante un viaggio verso Mantova, il Papa volle passare per il suo borgo natio e lo trovò in un tale stato di degrado che decise di fare qualcosa per risollevarne le sorti.

Era indubbiamente uno che pensava in grande e i mezzi non gli mancavano.

Inoltre, si era in pieno Rinascimento e la sua cultura lo portò ad immaginare una soluzione davvero straordinaria.

Inutile dire che aveva anche l’influenza per poter trasformare l’umile villaggio in cui era nato in quella che doveva diventare una città utopica.

Questa città avrebbe dovuto incarnare i principi e la filosofia dell’età classica e del grande Rinascimento italiano.

Nasce Pienza

Il Duomo di Pienza

Pio II affidò il progetto all’architetto Bernardo di Matteo Gamberelli, detto il Rossellino.

Sotto la guida di Leon Battista Alberti e senza lesinare sulle spese, in soli tre anni – e sarebbe un bel record anche per i nostri tempi – fece realizzare i magnifici edifici che vediamo oggi.

Sorsero così sia la Cattedrale, consacrata a S. Maria Assunta, sia il Palazzo Piccolomini, residenza papale, e anche il Palazzo del Comune.

Si affacciano tutti sull’incantevole piazza intitolata a Pio II.

Questa dà armonia, dignità e solennità agli edifici circostanti costruiti tutti in pietra di travertino dal chiaro color del miele.

Seguirono poi, nuovi o ristrutturati, una quarantina di edifici pubblici e privati con varie destinazioni.

Va anche detto che il progetto di questa “città ideale” svolse successivamente un ruolo importante nei vari sviluppi urbanistici che seguirono sia in Italia che all’estero.

L’ombra del Duomo sulla Piazza Pio II agli equinozi

Alcune curiosità

Il Duomo sembra essere una gigantesca meridiana.

Non è orientato in maniera canonica e, pur con gli errori dovuti ai calcoli astrali e al cambiamento di calendario che si fecero in quei tempi, accade un fatto straordinario.

Due volte l’anno, più o meno nei giorni degli equinozi, l’ombra della facciata si proietta sul disegno della piazza come se fosse la sua copia esatta, posizione e dimensioni del rosone comprese.

In un angolo della piazza, poi, si trova un elegante pozzo, noto come “Pozzo dei Cani”.

Inoltre, il Palazzo Piccolomini ha una favolosa loggia con giardino sospeso da cui si domina tutta la Val d’Orcia da Montalcino all’Amiata.

Qui Zeffirelli girò alcune scene del suo “Romeo e Giulietta“.

Papa Piccolomini volle chiamare Pienza questa città che aveva fortemente voluto perché voleva dire “Città di Pio”.

Pieve di Corsignano

La Pieve di Corsignano

Ma il vecchio borgo antecedente al grande progetto di Pio II non è del tutto scomparso.

Un chilometro fuori Pienza trovate la splendida Pieve di Corsignano, consacrata ai Santi Vito e Modesto.

Questa chiesa a tre navate ha le sue antiche origini nel VII secolo, ma lo stile romanico presente è del XII secolo.

La struttura è austera, ogni navata ha un altare e sulla destra non appena si entra, si può vedere il fonte battesimale originale in cui furono battezzati sia Papa Pio II che suo nipote papa Pio III.

Da non perdere la cripta e non dimenticate di osservare le stranezze di questa costruzione.

La torre campanaria è cilindrica, chiara derivazione ravennate.

I fregi sui portali sono di ispirazione lombarda.

Ma il bello è che ci sono due simboli che echeggiano ancora a riti paganeggianti: il “serpente regolo”, sul capitello dell’ultima colonna a sinistra e la “sirena bi-caudata” sull’architrave del portale di ingresso.

Infine, se vi affacciate sui campi sottostanti, vedrete un filare di cipressi.

Camminando lungo quelli Russell Crowe raggiunge i Campi Elisi nel film “Il gladiatore”.

Concludendo

Sua Maestà il Pecorino di Pienza

Forse starete andando a cercare di saziare l’appetito che vi sarà nel frattempo venuto camminando attraverso i vicoli di Pienza.

Forse penserete ad una bella fetta di pecorino, a due fette di pane toscano con del prosciutto casalingo e ad un buon bicchiere di vino per finire con un assaggio di miele e di panforte con un gottino di Vinsanto.

Ma in cuor vostro avrete l’impressione di vivere in un insieme armonioso e proporzionato.

È un po’ come se vi muoveste in un dipinto che rappresenta una città rinascimentale perfetta.

Comunque, tutta la Val d’Orcia è davvero un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, perché – come diceva il grande poeta Mario Luzi è “un luogo concreto ma aperto a tutti i sogni”.

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