Ricca e potente città della Dodecapoli, Populonia fu l’unica città etrusca ad essere situata sul mare.
E fu proprio questo che determinò la sua potenza economica e commerciale.
L’antica Arce etrusca era posta sulla sommità del promontorio, come ci dicono i resti tuttora visitabili.
E basta vedere cosa si domina da quassù, per capirne il motivo.
Il Golfo di Baratti e la costa fino a San Vincenzo, oltre alla costa orientale dell’Isola d’Elba e il Golfo di Follonica sono perfettamente sotto controllo.
Che la posizione fosse altamente strategica lo compresero anche gli Appiani, i signori di Piombino, che nel ‘400 costruirono quel graziosissimo borgo fortificato che ancora oggi ci possiamo godere.
Ma andiamo un po’ a spasso per questa contrada e guardiamola con gli occhi della storia.
Populonia etrusca e romana
Si chiamava Fufluna in onore di Fufluns, il dio etrusco del vino e dell’ebbrezza.
E questo già la dice lunga sulla filosofia di vita di questi nostri magnifici avi.

Ma veniamo a quei quattro passi che vi abbiamo invitato a fare lungo la costa del Golfo di Baratti.
Percorrendo l’arco di spiaggia che delinea il golfo, immaginate che qua erano attive almeno quattro piccole comunità che si occupavano della lavorazione del bronzo e del ferro.
Il Golfo di Baratti è ritenuto tutt’oggi una “rada sicura” ed anche dieci o undici secoli prima di Cristo le navi che portavano il minerale ferroso dall’Isola d’Elba, potevano sbarcare facilmente qui il loro carico.
La tecnologia del tempo non permetteva di raggiungere le alte temperature necessarie per l’estrazione del metallo con un rendimento di alto livello.
Ed infatti, nel periodo fra le due guerre del secolo scorso, furono recuperate le scorie che i tecnici etruschi avevano lasciato copiosamente nel terreno e ne furono ricavate notevoli quantità di metallo.

Comunque, per quei tempi a Populonia si ottenevano risultati eccellenti e manufatti di ogni tipo e per ogni uso venivano esportati in tutto il bacino del Mediterraneo.
Tito Livio ci dice che fu Populonia a lavorare tutto il ferro necessario a Scipione per la spedizione in Africa durante la seconda guerra punica, armi, strumenti e suppellettili varie.
Fu, è evidente, una commessa di enorme portata.
Questo testimonia che anche dopo che Roma si era definitivamente e ovunque sovrapposta alla civiltà etrusca, Populonia godeva ancora di una notevole autonomia ed importanza.
Peccato, però che fece delle scelte sbagliate.
Nella guerra civile fra Mario e Silla si schierò dalla parte di Mario.
Di conseguenza quando Silla vinse distrusse la città per punire i suoi abitanti.

E da questo momento il declino fu rapido ed inevitabile.
Nel Medioevo
Poi, le cose andarono di male in peggio.
Invasioni barbariche e saccheggi distrussero tutta l’area.
Nel 570 i Longobardi conquistarono Populonia e distrussero tutto quello che era distruggibile, obbligando i pochi abitanti a rifugiarsi all’Isola d’Elba.
Nell’809 ci fu l’ultimo grande saccheggio ad opera dei pirati Orobiti.
La situazione non era più oltre sostenibile e gli ultimi, pochi, abitanti si spostarono dall’altra parte del promontorio.
In un’ansa sul mare arricchita da una sorgente d’acqua dolce e riparata da una lingua di roccia ricostruirono frettolosamente le loro povere capanne.
Nasceva così Piombino.

La sorgente è quella che conosciamo come la Fonte dei Canali sull’antico porticciolo di Marina e la lingua di roccia è oggi Piazza Bovio.
E la vecchia, cara Populonia?
Come lo vediamo oggi risale al XV secolo.
Gli Appiani, Signori di Piombino, capirono l’importanza strategica della vecchia città etrusca e costruirono il borgo con la cinta muraria e la torre.
Al di là dello scopo difensivo, la costruzione di questo complesso rappresenta un passaggio importante dal castello alla rocca.
Oggi una visita a questo borgo è sicuramente assai gratificante.
Non solo per il panorama che si gode dalla torre e non solo per la bellezza della costruzione con la piccola chiesa arricchita da un affresco del Sodoma.

Ma soprattutto per l‘aria che si respira, con le botteghine per gli acquisti, i punti di incontro per un aperitivo o una cena, senza contare la Collezione Gasparri, il Museo Etrusco di Populonia.
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