Qualcuno sa dirmi cos’è il Chiarone?

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Qualcuno sa dirmi cos’è il Chiarone? Forse sì o forse no.

È un corso d’acqua a carattere torrentizio lungo ben 20 km e largo qualche metro, che nasce da una collina ad est di Capalbio, nella Maremma Grossetana.

Bene, detto questo, so già che vi sale alla bocca la classica frase “e chi se ne….!”

Qualcuno sa dirmi cos’è il Chiarone? Terra di confine

L’Oasi Naturalistica del WWF

In effetti di questo rigagnolo non importerebbe un gran che a nessuno, se non fosse per il fatto che la sua riva destra è Toscana mentre quella sinistra è Lazio.

Per la verità, per chi è appassionato di archeologia e di cose curiose, va detta una cosa.

Nel 1853 furono rinvenuti lungo le sponde del Chiarone in prossimità dell’Aurelia due pregevoli sarcofagi in marmo con bassorilievi risalenti al 290 a.C.

Non chiedetemi perché ora sono al Louvre di Parigi.

Eppure, a quella data Napoleone aveva finito da un pezzo di razziare tutto quello che gli capitava a tiro!

Ma rimettiamo piede sulla sponda destra e vediamo cosa c’è di bello nelle ultime propaggini della Toscana meridionale.

Ora, tutti conoscono Burano, come la pittoresca isola della Laguna Veneta famosa per i merletti e le coloratissime case dei pescatori.

Ma abbiamo Burano anche in Toscana e non è meno attraente!

Il Lago di Burano, Oasi Naturalistica del WWF

La Torre di Buranaccio sembra vigilare sul Lago di Burano

Da noi è un lago salmastro costiero lungo circa tre chilometri e separato dal mare da un cordone di dune.

È dominato da una torre del 16° secolo – la Torre di Buranaccio – ed è l’habitat ideale per lo svernamento di molte specie di uccelli oltre che rifugio per molti animali stanziali.

Vi si trova un’Oasi del WWF che copre una superficie di 410 ettari compresi i 140 che occupa il lago.

L’ambiente è molto vario.

Nella zona umida e nei canneti si incontrano fenicotteri, oche selvatiche, tarabusi, aironi cinerini oltre a diverse specie di anatre.

Ci sono dei rapaci come il falco pescatore, lo sparviero, la poiana e altri.

Ma anche la macchia è interessante perché è molto fitta, in dei punti quasi impenetrabile, composta da cespugli di ginepro, lentisco, mirto, erica, ecc.

La fitta vegetazione che circonda il Lago di Burano con i suoi ospiti

Oltre a questo, è presente anche una parte a foresta con lecci, sughere, aceri e altro.

Un ambiente siffatto non può non ospitare daini, istrici, tassi, conigli selvatici, faine, donnole, volpi, caprioli e cinghiali oltre a tanti rettili dalle testuggini alle vipere, dai biacchi alle lucertole e ai ramarri.

I percorsi e le stazioni di osservazione realizzati dal WWF permettono di avvicinare cotanta bellezza ed è uno spettacolo apprezzato anche dai più giovani.

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