San Miniato

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Parlando di San Miniato in Toscana si intendono due cose distinte.

La Basilica Abbaziale di San Miniato al Monte da cui si gode una splendida vista di Firenze, e il borgo di San Miniato, detto un tempo anche San Miniato al Tedesco, in Provincia di Pisa.

È quindi evidente che Miniato è un santo il cui culto è stato abbastanza diffuso in Toscana.

Vale la pena spenderci due parole.

La leggenda

Intanto va detto che su questa figura aleggia una leggenda.

Questa vuole che Miniato fosse un principe armeno che più o meno nel 250 d.C., in pieno periodo di persecuzioni contro i cristiani, si trovava a Firenze.

Si rifiutò sia di inchinarsi all’Imperatore Romano che di venerare i suoi dei e così si rimediò una raffica di torture una più tremenda dell’altra.

La sua resistenza ad oltranza provocò la frustrazione dei suoi aguzzini, che decisero di farla finita e di tagliargli la testa.

L’esecuzione avvenne in quella che oggi è Piazza Santa Croce, e potete immaginare come ci sia rimasto male il boia.

Miniato, infatti, decapitato, si alzò dal ceppo, raccolse la sua testa, se la mise sottobraccio e se ne andò sulle sue gambe.

Sembra che si sia recato oltrarno, sul poggio sopra Firenze – il Mons Florentinus – dove poi sarebbe sorta l’Abbazia che porta il suo nome.

Gli amanti dei dettagli sappiano che esistono anche un paio di versioni della leggenda secondo le quali Miniato era un miles di stanza a Florentia oppure un mercante greco, ma la conclusione è la stessa.

San Miniato al Monte

È uno dei più raffinati esempi di romanico fiorentino.

Sul luogo in cui si fermò il santo, antecedentemente al Mille era stato costruito prima un santuario e poi una cappella.

I Benedettini iniziarono la costruzione dell’attuale Abbazia nel 1018.

Successivamente questi aderirono ai Cluniacensi per essere sostituiti nel 1373 dagli Olivetani che sono presenti tutt’oggi.

La facciata è caratterizzata da disegni geometrici in serpentino verde di Prato su marmo bianco.

Nel riquadro superiore spicca un mosaico raffigurante “Cristo fra la Vergine e San Miniato” che risale al 1260.

Eccezionale l’interno.

Il suggestivo interno di San Miniato al Monte

Presenta una struttura insolita con coro e presbiterio rialzati sopra la grande cripta.

Magnifici gli affreschi sulle pareti delle navate laterali nonché la pavimentazione.

Il borgo di San Miniato

Siamo in Provincia di Pisa, a metà strada fra Firenze e l’antica Repubblica Marinara.

Il vecchio borgo, tuttora intatto, si trova sui colli lungo la piana dell’Arno.

Ai tempi di massimo splendore era in posizione ideale per controllare i traffici fluviali fra l’Arno e l’Elsa e quelli sulla via Francigena e sulla via pisano-fiorentina.

E fu per questo che nel medioevo si ebbero numerosi scontri fra le due repubbliche per il dominio di quest’area, fino alla vittoria finale di Firenze.

L’origine di questo borgo risale all’VIII secolo, quando dei longobardi si stabilirono su queste alture costruendo una chiesa dedicata a San Miniato.

Veduta dall’alto del borgo di San Miniato con la Rocca Federiciana

Successivamente, Federico II eresse la rocca e da questa origine germanica derivò il vecchio toponimo di San Miniato al Tedesco.

Una curiosità: i Buonaparte di Aiaccio avevano origini sanminiatesi e Napoleone da giovane dovette venire qua a richiedere l’attestato di nobiltà per accedere all’accademia militare francese.

Vi tornò durante la Campagna d’Italia per fare visita all’ultimo parente del ramo toscano: il canonico Filippo.

Anche questo San Miniato, se pur in chiave diversa, ha una forte valenza turistica non solo per la bellezza del borgo e della campagna ma anche per la gastronomia.

Pregiato, infatti, è il “tartufo toscano bianco delle Colline Sanminiatesi” in nome del quale si organizzano sagre ed eventi nella zona.

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