Simboli e allegorie

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Noi toscani amiamo parlare usando simboli e allegorie fino da tempi più remoti.

La Divina Commedia ne è un fulgido esempio: quante allegorie ha usato Dante!

E l’allegoria altro non è se non un simbolo fatto di parole, se vogliamo.

E in giro per la Toscana ce ne sono tanti di simboli che siano scritti, dipinti, scolpiti o edificati.

Vediamone qualcuno.

I simboli nel Medioevo

Nel passaggio fra paganesimo e cristianesimo, la Chiesa permise l’uso di vecchi simboli che di cristiano non avevano niente, anzi!

La Melusina nelle Pievi di Gropina e di Corsignano

È il caso della Melusina o Sirena Bicaudata.

Che significasse fertilità o lussuria, è uno dei simboli che si trovano talora anche in tombe etrusche.

E una la potete facilmente trovare raffigurata sul pulpito del IX secolo nella Pieve di San Pietro a Gropina.

Un’altra è raffigurata sul frontone di ingresso della Pieve dei Santi Vito e Modesto a Corsignano.

In questa chiesa, le cui prime origini risalgono al VII secolo, c’è anche un altro simbolo su un capitello: il serpente Regolo, antica divinità romana che proteggeva la casa.

Ai tempi nostri la Melusina è semplicemente il logo di Starbucks e della CMAS.

Un altro simbolo sul cui significato gli studiosi non si trovano d’accordo è il quadrato del SATOR.

Si tratta di un palindromo in latino con le parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.

Per quanto ci risulta questo enigma in Toscana si trova solo nel Duomo di Siena e nella Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima.

Un monumento pieno di simboli

Chi non conosce l’Abbazia di San Miniato al Monte a Firenze?

La navata centrale dell’Abbazia di San Miniato col mosaico dello zodiaco

Al di là della sua posizione da cui si ha una vista spettacolare del Capoluogo toscano, in quanti sanno che dietro la facciata in marmo bianco e verde si trovano numerosi simboli più o meno misteriosi?

Cominciamo con il sole, geometricamente stilizzato al centro della pavimentazione della navata centrale.

Poi c’è, davanti al presbiterio, un pellicano che incarna lo Spirito.

Può significare Cristo che si sacrifica per l’umanità o Dio che sacrifica il Figlio per poi farlo risorgere.

Ma il simbolo più eccezionale è, sempre sul pavimento, il mosaico dello zodiaco.

Si tratta di un cerchio, il cerchio cosmico, inscritto in un quadrato, la Gerusalemme Celeste dell’Apocalisse con il sole al centro che rappresenta il Verbo.

Inoltre, nella struttura dell’Abbazia ricorre il numero cinque, quintessenza dello Spirito.

Uno dei simboli esoterici oggi, il cerchio

Secondo gli antichi filosofi esoteristi tutte le forme esistenti sulla Terra sono riconducibili a dei “simboli guida”: cerchio, quadrato, croce, spirale e triangolo.

Uno dei cerchi del Maestro Mauro Staccioli nella campagna di Volterra

Il cerchio, in particolare, simbolizza la divinità, il sole, un ciclo completo di giorno e notte e quindi la vita.

Ma anche la ciclicità degli eventi terrestri ed evoca il ritorno delle esistenze e quindi l’immortalità.

Per il pensiero psicologico moderno il cerchio rappresenta la totalità della psiche e l’armonia.

Un grande artista dei giorni nostri, il Maestro Mauro Staccioli, ha posizionato una serie di figure circolari nella campagna di Volterra.

Sia che proveniate da Colle Val d’Elsa che da Saline di Volterra, trovate questi giganteschi anelli che non deturpano il paesaggio, anzi indirizzano il viandante ai suoi aspetti più significativi.

La Massoneria

Parlando di simboli non si può non pensare alla Massoneria, quella vera, storica e non alle tante deviazioni degli ultimi anni.

Per esoterismo si intendono quelle dottrine spirituali di carattere almeno in parte segreto o riservato.

La massoneria ebbe origine in Inghilterra nel XVIII secolo ed ebbe a Firenze una delle prime logge italiane già nel 1731.

Ampia è la simbologia che caratterizza questa confraternita che si riferisce principalmente agli strumenti dell’architetto come la squadra e il compasso.

E molti sono i luoghi della Toscana in cui si ritrovano questi simboli.

Il Parco Stibbert a Firenze

Il Parco Stibbert a Firenze, il Tempio di Minerva Medica a Montefoscoli, il Borgo di Arcidosso, il Parco Isabella a Radicofani, giusto per citarne alcuni.

E se, andando in giro in questi luoghi, vi trovate davanti una svastica, non fraintendete.

Un pazzo nel secolo sorso se ne impadronì per i suoi turpi e tragici motivi, ma fu un’acquisizione impropria.

Questo è uno dei simboli religiosi più antichi e universali, appartiene a culture sparse in tutto il Pianeta e significa la vita, quindi…esattamente l’opposto dello sciagurato utilizzo che ne fu fatto in epoche più recenti.

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