Qualcuno di voi si è mai chiesto cosa occorre per essere un sito UNESCO?
Eccovi la risposta: “Avere un valore universale eccezionale dal punto di vista storico, artistico, estetico, scientifico o antropologico”.
La Toscana, fra le regioni italiane, è la seconda, assieme a Sicilia e Veneto, in quanto a numero di siti UNESCO.
Ne ha sette, e in più avrebbe una fetta di un altro sito: la foresta di Sasso Fratino.
Questa è nelle Foreste Casentinesi, ma amministrativamente appartiene alla Provincia di Forlì-Cesena e quindi è stata accreditata all’Emilia-Romagna.
Andiamo a vedere come è composto questo invidiabilissimo patrimonio.
Il primo sito UNESCO: Firenze, il suo centro storico

Se pensiamo a cosa è Firenze e lo confrontiamo con la definizione che vi abbiamo dato in apertura, non c’è bisogno di spiegazioni.
Ma questo concetto si applicherebbe tranquillamente a tutta la Toscana.
Quindi, la mettiamo in cima alla lista solo perché è il capoluogo, gli altri siti UNESCO toscani seguiranno in ordine di latitudine, da nord a sud.
Firenze, “Culla del Rinascimento”, ha uno dei centri storici più suggestivi al mondo, ricco di arte, storia e cultura.
Ha visto all’opera personaggi come Michelangelo, Leonardo, Giotto, Brunelleschi, Vasari…tanto per dirne qualcuno a caso.
Camminare per le stradine del centro equivale a visitare un museo a cielo aperto.
Per non dire dei patrimoni artistici racchiusi nella Galleria degli Uffizi, a Palazzo Pitti o nel Corridoio Vasariano.
Pisa, la Piazza dei Miracoli

Domina la presenza emozionante della Torre Pendente, ma non è l’unico monumento in questa stupenda piazza.
Il Duomo, il Battistero, il Camposanto sono una degna cornice alla Torre e completano un quadro di architettura romanica pisana che sorse a partire dall’XI secolo.
L’atmosfera è unica, tanto da spingere Gabriele d’Annunzio a inventarsi l’appellativo, appunto, di “Piazza dei Miracoli”.
Ma ci sono anche altre cose da vedere che impreziosiscono questa antica Repubblica Marinara.
Santa Maria della Spina, sui lungarni, o la chiesa senza facciata di San Piero a Grado a pochi chilometri, ne sono alcune.
Ma Pisa è anche famosa per la sua Scuola Normale Superiore, su cui gli stessi pisani scherzano affermando che “lì dentro nulla è normale”.
E ora procediamo per sud-est verso Siena, e, strada facendo, fermiamoci in un altro sito UNESCO.
Terzo sito UNESCO: San Gimignano

Questo borgo medievale ha un aspetto elegante e sofisticato con uno skyline unico al mondo che, grazie alle sue torri, gli è valso l’appellativo di Manhattan del Medioevo.
La simbiosi fra arte e architettura e paesaggio circostante è perfetta.
La ricchezza culturale che impregna questo borgo è uguagliata senza tema di smentita da quella enogastronomica su cui si erge un simbolo del Made in Tuscany noto in tutto il mondo: la mitica Vernaccia.
E proseguiamo verso il quarto sito UNESCO toscano.
Siena, il centro storico

La conformazione artistica ed urbanistica di questa storica città sono un esempio eclatante di architettura gotica e medievale.
I fulcri di questo sono la caratteristica struttura di Piazza del Campo e l’imponenza della Cattedrale che ospita eccezionali opere di artisti come Michelangelo, senza contare il suo spettacolare pavimento.
Siena è una città caratterizzata da un complesso culturale che può sembrare impenetrabile ai non senesi.
Questo soprattutto relativamente alle sue tradizioni, prima fra tutte quella del Palio.
Il Palio non è un evento turistico e non è una corsa di cavalli.
Il Palio è il Palio e se non si è senesi non si può avere la più pallida idea di cosa significhi.
Manteniamo ora “prua a sud-est” e arriviamo alla prima città ideale rinascimentale costruita a misura d’uomo.
Pienza

Il suo figlio più illustre, Papa Pio II Piccolomini, grande intellettuale del XV secolo, volle così Pienza ricostruendo il piccolo centro che era quando si chiamava Corsignano.
Il grande Palazzo Piccolomini e il Duomo di Santa Maria Assunta con la sua ombra che si proietta enigmatica sul disegno della piazza antistante sono fantastici esempi di architettura rinascimentale.
Ma è il suo centro storico che ha un che di magico e di misterioso con i suoi angoli più nascosti che stimolano quasi un senso di avventura.
Fuori le mura si trova ancora la Pieve di Corsignano consacrata ai Santi Vito e Modesto.
Risale all’ XI secolo e trasmette qualcosa di inquietante con la sua torre campanaria circolare e le sue simbologie pagane, ma fu qui che Pio II ricevette il battesimo.
Siamo in Valdorcia e la fama culinaria di questa zona con i suoi vini, salumi e formaggi rientra sicuramente nelle qualità del Made in Italy che fanno onore ad un sito UNESCO.
La Valdorcia

Dolci colline che si perdono all’orizzonte, punteggiate da esili cipressi, vitigni ed olivi.
Colori strepitosi e caldi che vanno dal verde all’ocra ed al marrone.
Questa è la cartolina che raffigura la Valdorcia.
E fra queste ondulazioni deserte per chilometri spuntano borghi grandi e piccoli che risalgono al Mille ma che nascondono anche origini etrusche.
Sono luoghi come Pienza, di cui abbiamo appena parlato, San Quirico d’Orcia, Montalcino, Monticchiello e tanti altri.
Tutti sono testimoni di un passato ancora ben vivi in un presente che vuole tenere salda la tradizione rurale locale con prodotti di eccellenza enogastronomica.
Ed eccoci arrivati in fondo alla lista.
Solo nel 2013 fu aggiunto dall’UNESCO un settimo sito.
E fu un sito, per così dire, diffuso, ben più della Valdorcia.
Ville e giardini Medicei, sito UNESCO

Non tutti, ovviamente, perché sono alcune decine, ma solo dodici ville e due giardini.
Sono: le Ville di Cafaggiolo, del Trebbio, di Careggi, di Fiesole, di Castello, di Poggio a Caiano, de La Petraia, di Cerreto Guidi, di Artimino, di Poggio Imperiale, il Palazzo di Seravezza e Villa La Magia.
I giardini sono quello di Boboli e quello di Pratolino.
L’argomento, come capite, è assai ampio, anche perché anche alcune ville non rientrate nella lista dell’UNESCO sono belle e meritano qualche attenzione.
Vi invitiamo, quindi, a seguirci perché prossimamente tratteremo l’argomento su questo blog.
A presto, dunque!
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