Sovana enigmatica

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Sovana, Maremma dei Tufi.

È un piccolo antichissimo e bellissimo borgo che racchiude tantissimi enigmi e curiosità storiche.

Vediamo quali.

Sovana etrusca

Molto prima che gli etruschi si stabilissero e prosperassero nella zona altre popolazioni abitarono quest’area.

Oggi di questi nostri antenati resta una ricca necropoli da cui si diparte tutta una rete di vie di comunicazione dall’aspetto insolito: le “Via Cave”.

Una delle Vie Cave

Sembrano dei lunghi corridoi scavati nel tufo.

Erano realizzazioni degli etruschi, ma le utilizzarono un po’ tutti anche successivamente per il loro valore strategico.

Sovana medievale

Dette i natali a Ildebrando della famiglia degli Aldobrandeschi la cui rocca – o, meglio, quel che ne resta – domina ancora il borgo al suo accesso.

Ildebrando divenne un grande Papa col nome di Gregorio VII.

I resti della sua monumentale tomba sono nella zona della stupenda necropoli etrusca.

Sulla medievale Piazza del Pretorio si affaccia la piccola chiesa di Santa Maria che racchiude uno dei più antichi cibori pre-romanici intatti di tutta la Toscana.

Il ciborio pre-romanico nella chiesa di Santa Maria

Nei pressi troviamo la Chiesa di San Mamiliano che risale addirittura al VI secolo e che attualmente è adibita a museo.

E poi c’è il Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo che ha una caratteristica particolare.

È orientato, e non è certo il perché, in modo anomalo.

Al sorgere del sole del solstizio estivo, il sole penetra all’interno dalla monofora dell’abside e crea uno scenario suggestivo.

Lo strano è che a quei tempi le chiese dovevano avere l’abside rivolta verso il punto in cui sorge il sole all’equinozio e non al solstizio!

Il Tesoro del Conte di Montecristo

Altra bella storia su Sovana ci riporta al tesoro del Conte di Montecristo, quello del romanzo di Dumas.

La vicenda trae spunto dalla leggenda del tesoro di San Mamiliano, santo protettore del Giglio e di Sovana che fondò un monastero sull’Isola di Montecristo.

Intanto si può dire che a San Mamiliano si accredita una incessante opera di diffusione del Vangelo nella Bassa Maremma e nell’Arcipelago Toscano.

L’interno del Duomo di Sovana

Erano in molti a venerarlo sia nelle isole che in terraferma fino a Palermo da dove sembra provenisse.

Ne consegue che in molti si contesero i suoi resti che attualmente sono divisi in varie località.

La credenza popolare voleva che ci fosse un tesoro nascosto nella chiesa dove riposavano le sue spoglie mortali.

E in realtà nel 2004 gli archeologi ritrovarono il tesoro che consiste in 498 monete d’oro databili al V secolo d.C.

Era due metri sotto il piano di calpestio di un impianto termale a sua volta al di sotto del pavimento della navata della cattedrale di Sovana dove il corpo di San Mamiliano era stato traslato per sottrarlo alle incursioni dei saraceni.

La chiesa a fasi alterne venne anche sconsacrata e si persero le tracce delle spoglie poi ritrovate nel 1490 e nel 1976 portate nell’attuale duomo.

Che fosse questo il tesoro del Conte di Montecristo?

Beh, se amate gli enigmi, passate un po’ di tempo a Sovana.

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