Storia e leggenda a Crevole

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Sono veramente tanti i posti in Toscana in cui convivono storia e leggenda.

Si potrebbe quasi dire che la prima genera la seconda, alimentata dall’immaginazione e dalla tradizione popolare.

È anche il caso del Castello di Crevole, ridotto oggi a pochi tratti di mura.

Storia e leggenda: la storia

Siamo nella Valle del fiume Merse, vicino a Murlo, nel senese.

In questa zona, poste in posizioni strategiche vi erano due fortezze: una era, appunto, Murlo e l’altra Crevole.

Crevole, soprattutto, era antichissima ed era posta su uno sperone roccioso che dominava la valle.

Erano entrambe possedimenti della diocesi di Siena e facevano parte dei comuni che costituivano il feudo vescovile di Murlo.

Crevole risale all’alto medioevo ed è ricordato in un documento del 1189 a proposito della sua Pieve di Santa Cecilia.

A quei tempi il clero era combattivo, nel senso letterale del termine.

Vescovi e finanche papi non disdegnavano di scendere in battaglia con le armi in pugno.

Fu così che il vescovo Donosdeo Malavolti nel ‘300 volle per Crevole delle fortificazioni imponenti.

Dovevano incutere paura a chiunque e realizzò una doppia cinta muraria e svariate torri.

Ma più che paura il castello suscitò interesse sia da parte dei ghibellini fuoriusciti da Siena che da parte di potenti famiglie come i Piccolomini.

Ecco quanto resta del Castello di Crevole

La rocca di Crevole fu definitivamente saccheggiata e distrutta dagli spagnoli nel 1554.

Ma fu alla metà del XIV secolo che Donosdeo condusse le sue truppe proprio contro quelle dei Piccolomini morendo in battaglia.

Storia e leggenda: la leggenda

E qui nasce la leggenda.

Si narra che già durante il saccheggio degli spagnoli il fantasma di Donosdeo comparisse con i paramenti sacri e un crocifisso in mano per lanciare anatemi contro gli assalitori.

La leggenda vuole che da allora chiunque osi minacciare il castello provochi la comparsa notturna del fantasma del vescovo.

Questo appare seguito da un esercito di guerrieri fantasmi mentre profferisce minacce con “occhi di fiamma e piedi di brace” fra i gemiti e le urla di feriti e moribondi.

È naturale poi che sulle leggende si inneschino delle fantasie, per cui qualcuno vuole che il fantasma appaia solo nelle notti di luna piena (e questo è un classico in questo genere di letteratura).

Ma c’è addirittura una versione più succulenta.

Secondo questa, il vescovo si preoccuperebbe non solo di tutelare la sua amata rocca, ma soprattutto la sua preziosa biblioteca nascosta nei sotterranei.

Vi sarebbero custoditi preziosi manoscritti di cui era assai geloso e sembra certo che cesserà di agitarsi solo quando questa biblioteca sarà ritrovata e a quanto in essa contenuto verrà assicurata una adeguata custodia.

Per concludere, Crevole oggi

Come accennavamo, oggi del castello di Crevole rimangano in piedi solo alcuni tratti di mura.

La Pieve di Santa Cecilia, ora abitazione privata

Ci sarebbe, ancora in buono stato, la Pieve di Santa Cecilia.

Attualmente è una proprietà privata, un’abitazione in quel che resta dell’antico villaggio.

Sicuramente abbiamo tracce dell’importanza del luogo, perché, ben custodita nel Museo dell’Opera del Duomo a Siena, c’è una Madonna con Bambino, opera giovanile di Duccio da Boninsegna, detto anche “il Maestro di Crevole”.

Inoltre, ora sempre a Siena ma nella Pinacoteca Nazionale, un trittico di Piero Lorenzetti “Santa Cecilia, San Bartolomeo e San Giovanni Battista” faceva sicuramente parte del patrimonio del Castello.

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