Suvereto

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Visitando la Val di Cornia dedicate un giorno a Suvereto.

Seppur a pochi minuti dal mare, il suo territorio è ricoperto da boschi di Sughero, da cui deriva il toponimo, macchia mediterranea e vigneti.

La storia

Suvereto nel 1291 divenne il primo comune libero dell’Alta Maremma.

Ildebrandino VIII degli Aldobrandeschi, ferito mentre combatteva le scorrerie dei pirati saraceni nei suoi feudi, vagò nei boschi di Montioni per giorni.

Allo stremo delle forze lo raccolse un mugnaio che lo curò e lo indirizzò al fabbro Tubalcain.

Le antiche mura con la porta di accesso al borgo

Ripresosi e con una nuova spada Ildebrandino raggiunse Suvereto dove gli abitanti lo accolsero in trionfo e organizzarono sontuosi festeggiamenti.

Per premiare il borgo di questa devozione, Ildebrandino concesse la Charta Libertatis.

Ancora oggi le fortificazioni medioevali di Suvereto sono integre e per questo è tra i borghi più belli d’Italia.

Cosa vedere a Suvereto

Il borgo è tutto da scoprire.

Arrivando noterete subito le mura che circondano l’antico nucleo di Suvereto.

Sopra la porta principale spicca ancora lo stemma degli Aldobrandeschi e dello stesso periodo è l’antica rocca sulla sommità del borgo.

È affascinante passeggiare nelle vie interne ed ammirare gli edifici più importanti come il Palazzo Comunale, uno degli esempi di architettura civile più significativi in Maremma, o il Convento di San Francesco con il suo bellissimo chiostro a pianta quadrata.

Il chiostro del Convento di San Francesco

Il clima mite favorisce le visite in qualsiasi stagione dell’anno.

Se vi piacciono le sagre, non perdetevi il Palio delle Botti che si tiene due volte l’anno, una in estate e una in inverno.

Senza tralasciare la Sagra del Cinghiale e “Suberetum“.

Durante quest’ultimo evento il borgo si proietta nel medioevo, con tutti i suveretani che vanno in giro in abiti dell’epoca e offrono spettacoli, cibo e bevande in stile medievale.

Addirittura, all’ingresso si deve cambiare gli euro con delle riproduzioni delle monete del tempo per poter fare acquisti all’interno della cerchia muraria.

Un momento di “Suberetum”

I prodotti di Suvereto

Sin dai tempi dei romani, Suvereto era famoso per i suoi boschi di sughero e numerosi erano gli opifici dove veniva lavorato.

Oggi la sua fama viene principalmente dall’olio, in particolare dalla varietà autoctona chiamata Ulivo di Prata, e dal vino, prodotto faro del territorio suveretano.

Vini di eccellenza

Nel 2021 le principali cantine hanno costituito il Consorzio di Tutela Dop Suvereto e Val di Cornia per la salvaguardia di Suvereto Docg, Rosso della Val di Cornia Docg e Val di Cornia Doc.

I principali vitigni utilizzati nei vini di Suvereto e della Val di Cornia sono Merlot, Pinot, Vermentino e gli autoctoni Sangiovese e Trebbiano.

Vi consiglio di partecipare ad una degustazione direttamente presso le cantine accompagnando i vini ad altri prodotti locali come il carciofo violetto della Val di Cornia.

Un primato; il primo vino italiano ad aver ottenuto un punteggio di 100/100 nella guida dello statunitense Robert Parker è un vino di Suvereto, il Redigraffi.

Buona degustazione!

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