Terre di confine: San Casciano dei Bagni

Condividi ora!

Ed eccoci all’ultima delle terre di confine di cui vi vogliamo parlare: San Casciano dei Bagni.

Siamo scesi più a sud, dopo Cortona e Chiusi e siamo all’estremo lembo meridionale della Provincia di Siena.

In fondo alla Valdichiana, incuneato fra la Val d’Orcia e le pendici del Monte Amiata, questo antico borgo è terra di confine su due fronti: Umbria e Lazio.

Si trova su un colle di quasi 600 m di altezza e la sua ricchezza sono, e lo sono state per secoli, le sue acque termali la cui grande portata mette questa località al terzo posto in Europa.

Nelle terre di confine sempre tanta storia

La leggenda dice che fu Lars Porsenna, il potente Lucumone di Chiusi, a costruire il primo complesso termale.

In seguito, anche i romani, e fra questi perfino l’ Imperatore Ottaviano Augusto, furono assidui frequentatori delle terme.

Questo era facilitato dalla relativamente poca distanza che c’era da Roma e dal fatto che la via Cassia passava nelle vicinanze.

Un’antica vasca termale

Ma alla caduta dell’Impero Romano, con le conseguenti invasioni barbariche e le lotte fra Longobardi e Bizantini, in pochi – per non dire nessuno – ebbero modo di andare alle terme.

E si dovette aspettare il Duecento perché l’interesse per il termalismo riprendesse quota.

Era il periodo in cui la via Francigena era assai frequentata.

Ai pellegrini non pareva vero potersi riposare e rigenerare in una delle quarantadue sorgenti di acqua a circa 40°.

Il problema comune alle terre di confine è la loro posizione strategica per occupare la quale tutti si danno un gran da fare a danno degli altri.

Così San Casciano si trovò a più riprese a trovarsi dibattuta fra Guelfi e Ghibellini, o fra Siena e Orvieto, e questo genere di cose – si sa – non fa bene al turismo termale.

Si dovette arrivare al periodo granducale.

Allora, ormai cessate le turbolenze belliche della prima parte del Cinquecento, da tutta Europa e non solo dall’Italia vennero tanti personaggi di rango a curarsi i più svariati acciacchi.

E questo continuò fino alla fine del XVIII secolo.

Tempi recenti

Le terme come sono oggi

Nell’ Ottocento si stabilirono nuovi standard per le stazioni termali e San Casciano non seppe adeguarsi.

Questo portò ad una perdita di mercato che pose queste terme in secondo piano nel panorama di proposte analoghe.

Ci fu un tentativo di recupero negli anni ’30 del secolo scorso, senza un buon successo, anche per le vicende belliche che seguirono.

Oggi come oggi, finalmente, San Casciano dei Bagni è nuovamente riconosciuto fra i primi dieci nel mondo.

Ciò e dovuto anche alla realizzazione di un nuovo complesso termale ed alberghiero,

E chiudiamo facendovi notare una differenza con tante località termali.

Queste terne hanno il vantaggio di trovarsi in un contesto ambientale, naturale, storico, architettonico, archeologico, culturale e – perché no – enogastronomico del tutto eccezionale.

Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com

Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *