Un paese fra due fiumi: Monticiano

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Pochi conoscono Monticiano, un paese fra due fiumi.

Sorge tra le colline senesi, in un ambiente autentico e incontaminato, bagnato da due corsi d’acqua, il Merse e il Farma, lungo le cui sponde sono state istituite due riserve naturali – quella del Farma e quella del Merse, appunto – che ben si prestano a lunghe passeggiate e gite immersi in una natura intatta.

Le “Roste”, ovvero i calanchi rossi del Merse

Un paese fra due fiumi, cosa può offrire?

La parte più antica del borgo di Monticiano è situata su una collina.

All’interno i resti delle antiche mura e del castello sono ancora visibili.

Le piccole vie del borgo sono molto pittoresche: da percorrere in pace e tranquillità.

Dalla cima della collina la vista sulla Val di Merse è mozzafiato.

Senz’altro da visitare a Monticiano è la Chiesa dei Santi Giusto e Clemente, risalente al XIV secolo. 

Le origini del paese si celebrano ogni anno nel mese di ottobre, quando il Palio dei Ciuchi, una corsa di asini che si svolge in un contesto in cui tutti sono in costume medievale, riporta in vita il passato.

Monticiano, i dintorni

Le Terme di Petriolo con i resti delle antiche fortificazioni

Non lontano da Monticiano troviamo le Terme di Petriolo, rarissimo caso di “terme fortificate”.

I monconi di mura residui appartengono infatti all’antico “Castello di Petriolo” struttura difensiva eretta a protezione della sorgente e dei bagni.

Erano ritenuti beni talmente preziosi da non poter essere lasciati in balìa delle minacce provenienti dai vari potentati dei dintorni.

Monticiano non è solo terra di benessere ma anche sede di splendide opere di arte ambientale con ben due parchi museo.

Uno raccoglie le oltre 50 installazioni dello svizzero Kurt Laurenz Metzler, l’altro conserva invece le sculture di artisti internazionali e porta il nome di Roberto Ciulli.

L’abbazia

La suggestiva struttura dell’ Abbazia di San Galgano

Da Monticiano, attraverso un bellissimo sentiero di 5 km, si può raggiungere a piedi l’affascinante Abbazia di San Galgano con vicino l’eremo della “Rotonda di Montesiepi” che racchiude una curiosa reliquia.

Narra la leggenda che San Galgano prima di diventare santo era stato un feroce uomo d’arme. 

Quando si convinse a dedicare la sua vita alla penitenza e alla carità – forse perché aveva letto delle gesta di Re Artù – con uno sforzo sovrumano piantò la sua spada in una roccia in modo da non poterla più estrarre e così trasformarla da arma in croce per le sue preghiere.

È così che nell’eremo di Montesiepi oggi si può vedere una italianissima “spada nella roccia”.

Per quanto, poi, riguarda la grande abbazia cistercense consacrata al Santo ex-guerriero, è oggi ridotta alle sole mura.

La mancanza del tetto, però, invece d’impoverirla, l’arricchisce di cielo e nuvole, evidenzia l’articolazione della struttura architettonica e probabilmente la rende uno dei monumenti più spirituali di tutta la cristianità.

Vi suggeriamo di mettere in programma un fine settimana, almeno, in questa splendida e ricca zona….possiamo aiutarvi?

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