La Strada Regionale 222, meglio conosciuta come “Chiantigiana”, è molto più di un semplice collegamento tra Firenze e Siena.
È un itinerario che attraversa il Chianti, cuore pulsante della Toscana, tra colline ondulate, vigneti infiniti, borghi medievali e pievi romaniche.
Un percorso che non è mai solo uno spostamento, ma un’esperienza sensoriale e culturale indimenticabile.

Da Firenze a Badia a Ripoli: l’inizio della strada
Lasciato il centro di Firenze, la Chiantigiana prende avvio da Badia a Ripoli, antica zona agricola già citata in documenti medievali.
Qui si trova la chiesa di San Pietro a Ripoli, che risale al 790 e custodisce affreschi trecenteschi testimoniando l’importanza del luogo come punto di passaggio per pellegrini e viandanti.
Grassina: tra storia e rievocazioni
La strada conduce poi a Grassina, borgo noto per la sua celebrazione del Venerdì Santo: una spettacolare rievocazione storica della Passione di Cristo che coinvolge centinaia di figuranti.
Questo borgo era anche un punto strategico lungo le antiche vie di comunicazione, frequentato da mercanti e pellegrini diretti a Roma.
Ai giorni nostri, dopo Grassina, se siete appassionati di golf, lungo la strada regionale 222, potete visitare il Circolo del Golf dell’Ugolino, uno dei migliori in Europa nel suo genere.
Strada in Chianti: il fascino delle pievi
Proseguendo si giunge a Strada in Chianti, piccolo borgo che conserva la tipica atmosfera chiantigiana, fatta di viuzze lastricate e case in pietra.
Poco distante si trova la Pieve di San Martino a Sezzate, che ancora oggi racconta il romanico toscano con la sua semplicità austera.
È il punto in cui si percepisce davvero l’ingresso nel regno del Chianti.
Greve in Chianti: il cuore del vino
La Chiantigiana porta a Greve in Chianti, considerata la “porta del Chianti Classico”.
La sua piazza triangolare, circondata da portici e botteghe, è un luogo vivo, dove mercati e fiere si alternano tutto l’anno.
Qui si trova l’Antica Macelleria Falorni, famosa per salumi tipici come la finocchiona e il prosciutto toscano.

Nei dintorni vale la pena fare una deviazione al Castello di Verrazzano o a Montefioralle.
Quest’ultimo è uno dei borghi medievali meglio conservati della Toscana, dove si dice abbia avuto casa anche il grande navigatore Amerigo Vespucci.
Panzano e la leggenda del Gallo Nero
Più avanti si incontra Panzano, noto non solo per i panorami eccezionali e per l’Officina della Bistecca attigua all’Antica Macelleria di Dario Cecchini ma anche per la leggenda del Gallo Nero, simbolo del Chianti Classico.
Secondo la tradizione, la rivalità tra Firenze e Siena per il controllo del Chianti si risolse con una gara: due cavalieri sarebbero partiti al canto di un gallo dalle rispettive città.
I senesi scelsero un gallo bianco e lo tennero ben pasciuto; i fiorentini un gallo nero, tenuto a stecchetto.
Quest’ultimo per i morsi della fame cantò prima dell’alba, consentendo al cavaliere fiorentino di partire in anticipo e conquistare la maggior parte del territorio.
Ancora oggi il Gallo Nero campeggia sulle bottiglie di Chianti Classico e tuttora il confine fra le due province passa giusto subito a sud di Panzano.
Da non perdere negli immediati dintorni la Pieve di San Leolino.
Castellina in Chianti: storia e panorami
La strada prosegue in provincia di Siena verso Castellina in Chianti, antichissimo borgo etrusco e medievale.

Qui si può passeggiare lungo la suggestiva Via delle Volte, un corridoio coperto che corre sotto le mura, oggi animato da botteghe e osterie.
Vi si trovano anche i resti delle tombe etrusche di Montecalvario, testimonianza della continuità storica del territorio.
Quercegrossa: l’ultima sosta prima di Siena
Prima di raggiungere Siena, la Chiantigiana tocca Quercegrossa, oggi conosciuta per le aziende agricole e per una celebre piscina che attira famiglie e viaggiatori d’estate.
È un punto ideale per degustazioni e acquisti enogastronomici, dai vini al miele.
Siena: il traguardo
Alle porte di Siena la strada si congiunge con la Cassia ed entra nella città del Palio.
Ma il viaggio lungo la Chiantigiana non si ferma qui.
Siena è il compendio finale di un percorso che ha unito natura, storia e tradizione, ma la città merita una visita fatta con calma e dedicata esclusivamente ad essa.
Ma se volete fare ancora della strada sulle ruote, da Quercegrossa potete raggiungere Monteriggioni e da lì Abbadia Isola e percorrere la Provinciale 101 della Montagnola Senese fino a Sovicille.
Brevi deviazioni consigliate lungo la strada
Oppure, durante il percorso, potete concedervi delle deviazioni per andare a visitare tanti luoghi interessantissimi.
Per esempio, da Castellina potreste spostarvi di una quindicina di chilometri fino a Radda in Chianti e da lì andare un po’ a zonzo fra il Castello di Albola, il Borgo di Volpaia e arrivare fino alla Badia a Coltibuono.
Enogastronomia
Il filo conduttore del viaggio è naturalmente il vino Chianti Classico, simbolo di eccellenza mondiale.
Ma il percorso è costellato anche di trattorie e ristoranti che offrono piatti iconici: i tortelli di patate, la cacciagione come il cinghiale o la lepre, i salumi artigianali e i dolci tradizionali come i cantucci con il vinsanto.

Una strada tra storia, leggende e sapori
La Chiantigiana non è soltanto un tragitto: è un racconto vivo che si snoda tra pievi romaniche, borghi medievali, paesaggi da cartolina e vini che hanno fatto la storia della Toscana.
Percorrerla è immergersi in un mosaico di leggende, episodi storici e tradizioni enogastronomiche, unendo Firenze e Siena non solo geograficamente ma anche culturalmente.
I chilometri non sono tanti, poco meno di settanta, e sono su una lunga teoria di curve da ognuna delle quali si godono viste stupende.
Vi raccomandiamo, come sempre, di non farvi prendere dallo stimolo della guida sportiva ma di godervi il viaggio con calma, lasciandovi tempi e spazi per deviazioni ed assaggi enogastronomici, senza esagerare col Chianti Classico se dovete guidare.
Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com
Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

