Un’altra ricchezza della Val d’Orcia, le terme

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Un’altra ricchezza della Val d’Orcia sono le terme, se non bastassero la campagna, la storia, la cultura e l’enogastronomia.

I geologi fanno risalire l’ultima eruzione dell’Amiata a 180.000 anni fa, quindi è ormai considerato spento.

Prima di andare in pensione, però, ha inteso bene di stabilizzare la fuoriuscita di acque termali da parecchi luoghi della Toscana…e noi gliene siamo grati!

Qui, ci limitiamo ad occuparsi delle località termali della Val d’Orcia.

Un’altra ricchezza della Val d’Orcia, le terme a Bagno Vignoni

La Piazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni

Da sempre – e intendiamo dire dai tempi degli etruschi – Bagno Vignoni è forse il più noto centro termale della Val d’Orcia e oltre.

Siamo in Comune di San Quirico d’Orcia e probabilmente il primo insediamento termale fu proprio etrusco, anche perché quel popolo era tanto civile da apprezzare molto questo genere di cose.

Sicuramente era frequentato dai romani che ci hanno lasciato una scritta che dedica queste acque alle Ninfe.

Venendo a tempi più documentati, trovandosi sulla via Francigena, Bagno Vignoni costituiva una sosta imperdibile per i pellegrini che avevano necessità di riposarsi e di recuperare dagli acciacchi.

Si sa che Lorenzo il Magnifico e Papa Pio II Piccolomini erano frequentatori pressoché abituali, come si sa che per la sua posizione strategica fece sempre gola a molti.

Dovete sapere infatti che le acque che sgorgavano belle calde – si parla di temperature di 50-52°C – non servivano solo a scopi terapeutici, ma azionavano anche una serie di mulini.

I resti di uno dei mulini che sfruttavano le acque termali

Il bello è che, mentre i mulini dei borghi limitrofi d’estate si fermavano perché i corsi d’acqua andavano in secca, a Bagno Vignoni questo non accadeva e potevano macinare in continuazione…era quindi una concorrenza imbattibile e che portava un bel flusso di denaro.

Queste acque termali sono classificate come “ipertermali bicarbonato-solfato-alcalino-terrose” e sono altamente terapeutiche per svariate problematiche.

Se volete fare un bagno rigeneratore o spalmarvi sul corpo il fango bianco che lasciano le acque, potete farlo dalla strada.

Una delle vasche naturali fruibili liberamente

Ci sono infatti diverse larghe pozze il cui accesso è assolutamente libero…ovviamente non avrete una cabina per cambiarvi o una doccia per levarvi di dosso il fango.

L’altro sito termale: Bagni San Filippo

Qui siamo in Comune di Castiglione d’Orcia e le acque sulfuree, classificate come “ipertermali solfureo-solfato-bicarbonato”, per la presenza di depositi di carbonato di calcio, hanno formato nel tempo delle vere e proprie sculture.

La più grossa e più nota è stata battezzata “la Balena Bianca” per la sua forma.

la Balena Bianca di Bagni San Filippo

È uno scenario davvero unico, lungo il cosiddetto “Fosso Bianco” che scorre in un boschetto in una zona già famosa per i suoi alberi monumentali.

San Filippo Benizzi rimase folgorato da questo scenario nel 1269 e si ritirò qua in eremitaggio, ed è questo il motivo del toponimo.

Anche queste terme ebbero in antico frequentatori “VIP” come il Granduca Ferdinando II e sono nominate anche dal Machiavelli nella sua “Mandragola”.

Ai giorni nostri, è possibile pure qui immergersi in vasche naturali raggiungibili dalla strada senza alcun problema se non quello, talvolta, del parcheggio dell’auto.

Concludendo….

Vogliamo ricordarvi che qui abbiamo parlato unicamente delle terme in Val d’Orcia. Tante altre ce ne sono in Toscana, specialmente in aree geologicamente collegate col Monte Amiata.

Ve ne ricordiamo alcune: Petriolo, Saturnia, Cerreta a Sassetta, San Casciano dei Bagni, ecc. tanto per dirvi le prime che ci vengono in mente.

Se quindi desiderate “passare le acque”, contattateci e parliamone….

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