Valtiberina, confine orientale

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L’Alta Valtiberina costituisce la propaggine più orientale della Toscana.

È la valle scavata dal Tevere nel suo percorrere la terra toscana ed è parallela al Casentino.

La Valtiberina è chiusa fra l’Alpe di Catenaia a Ovest e l’Alpe della Luna a est.

Turisticamente parlando, non è fra le destinazioni più frequentate, eppure è caratterizzata da posti bellissimi e da borghi con una storia antica.

Senza contare che personaggi illustri hanno frequentato questa terra o ne hanno avuto i natali.

Vogliamo quindi suggerirvi dei motivi per programmare qualche bella gita in Alta Valtiberina Toscana.

Il Castello di Montauto

La Valtiberina nell’antichità

Manco a dirlo, gli Etruschi ebbero una grande attenzione per questa parte del loro territorio.

Per loro il Tevere delineava il confine con le terre dei Sabini e dei Latini.

Gli abitanti della Valtiberina si sentivano equidistanti fra i maggiori centri etruschi, piceni e umbro-sanniti.

Inoltre, molti secoli dopo rappresentò la linea di demarcazione fra Longobardi e Bizantini.

In epoca romana era molto ben frequentata: Plinio il Giovane, nel I sec. d.C. aveva qua una proprietà con una stupenda villa e ci lascia una accalorata descrizione dell’ambiente in una lettera ad Apollinare.

L’aspetto del paese è bellissimo.
Immagina un immenso anfiteatro quale soltanto la natura può creare.

Benché vi sia abbondanza di acqua non vi sono paludi perché la terra in pendio scarica nel Tevere l’acqua che ha ricevuto e non assorbito.
Il terreno si innalza così dolcemente e con una pendenza quasi insensibile, che, mentre ti sembra di non essere salito sei già in cima.
Alle spalle hai l’Appennino …

È una descrizione che potrebbe anche essere una testimonianza di oggi.

La Valtiberina toscana oggi

Diciamo intanto che è composta dai Comuni di Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro e Sestino, rigorosamente in ordine alfabetico.

Una curiosità: Badia Tedalda ha una sua exclave, praticamente un’isola totalmente circondata da territorio romagnolo, e si chiama Ca’ Raffello.

Anghiari

Avrete sentito senz’altro almeno nominare la Battaglia di Anghiari, non fosse altro per l’affresco che avrebbe dovuto dipingere Leonardo da Vinci nel Salone dei 500 di Palazzo Vecchio a Firenze.

Il borgo di Anghiari è tuttora molto gradevole e ben conservato con la Chiesa di Sant’Agostino e il Palazzo Pretorio, oltre – ovviamente – al Museo della Battaglia di Anghiari.

Nei pressi non dimenticate il Castello di Montauto, del XII sec, che dai suoi 786 m.s.l.m. domina la Valtiberina e noto per aver ospitato più volte San Francesco d’Assisi.

…oltre ad Anghiari

Se vi abbiamo accennato a Leonardo, non possiamo certo trascurare il suo grande antagonista: Michelangelo Buonarroti.

Nacque a Caprese Michelangelo e qua troverete il Museo Casa Natale del sommo artista e l’antico Castello.

A poca distanza non perdetevi l’Abbazia di San Martino a Tifi.

E che dire di Sansepolcro?

Intanto che vi nacque Piero della Francesca, autore del famoso affresco della Madonna del Parto, visibile nel suo Museo a Monterchi, altro comune dell’Alta Valtiberina.

A Sansepolcro c’è molto da vedere: il Duomo di San Giovanni Evangelista e soprattutto il Museo Civico. 

Accoglie opere di grandi maestri come Piero della Francesca stesso, ma anche il Pontormo, Raffaellino del Colle e Andrea della Robbia.

Un altro monumento degno di interesse è senz’altro anche la Fortezza Medicea che risale al XVI secolo.

L’Alpe della Luna

L’Alpe della Luna


Badia Tedalda
si chiama così perché era sede di un’abbazia costruita dalla famiglia Tedaldi.

Si trova all’incrocio tra tre regioni – Toscana, Romagna e Marche – lungo il tracciato dell’antica Via Romea percorsa nei secoli da monaci, pellegrini e viandanti. 

Oggi nel borgo trovate la chiesa di San Michele Arcangelo ed il museo archeologico, ma la cosa spettacolare è la sua posizione ai piedi dell’Alpe della Luna.

Questa Riserva Naturale è un’area boschiva che si estende tra i Comuni di Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda, Sansepolcro e Sestino.

Lungo le pendici dei suoi monti, che raggiungono i 1300 metri di altezza, si trovano la flora e la fauna tipiche degli Appennini.

Ci sono grandi boschi di faggio, cerro ed altre specie arboree abitati da numerose specie di animali come cinghiali, caprioli, lupi, volpi e aquile reali.

Gli ultimi due Comuni della Valtiberina Toscana

A questo punto ci restano solo due borghi da segnalarvi per le vostre scampagnate in Valtiberina: Pieve Santo Stefano e Sestino.

Il primo è stato un centro antichissimo che purtroppo ha molto sofferto durante la seconda guerra mondiale.

Di qua ci passava la Linea Gotica i cui resti, assieme a quelli di antiche carbonaie, sono tuttora visibili lungo i sentieri che solcano le faggete dell’Alpe della Luna.

C’è, però, anche un Museo particolare: il Piccolo Museo del Diario allestito con un percorso multimediale attraverso diari e memorie raccolti in tutta Italia.

L’ Eremo di Cerbaiolo

Inoltre, nei pressi potete visitare l’Eremo di Cerbaiolo.

Questo complesso monastico francescano risale all’VIII secolo e si trova su quello che fu il cammino che conduceva dal Santuario della Verna ad Assisi.

Ed  infine, Sestino, il Comune più ad est della Toscana.

È sede dell’Antiquarium Nazionale che espone reperti delle popolazioni che in epoche remote abitarono da queste parti.

Ma non perdetevi l’antica Pieve di San Pancrazio e la Riserva Naturale del Sasso di Simone.

Concludendo


Vi abbiamo suggerito per sommi capi svariati motivi per programmare una pur breve vacanza nell’Alta Valtiberina toscana.

Che cerchiate natura incontaminata, panorami eterni, storia, arte o gastronomia, tornerete a casa soddisfatti e felici.

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